L’interno in pietra della chiesa di Sant’Efisio a Pula
La chiesa di Sant’Efisio a Pula — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Se capita di essere a Pula ai primi di maggio, non serve cercare l’evento: arriva da sé, e passa davanti casa. La festa di Sant’Efisio è una processione che ogni anno, dal 1° al 4 maggio, porta il simulacro del santo da Cagliari fino a Nora — il luogo del suo martirio — e poi indietro. È una delle manifestazioni religiose più antiche e continuative d’Italia: si celebra ininterrottamente da oltre tre secoli e mezzo.

Il 1° maggio: la partenza da Cagliari

Tutto comincia il primo maggio a Cagliari, quando il cocchio esce dalla chiesa di Stampace e la città si riempie di gruppi in costume tradizionale arrivati da tutta l’isola, di cavalieri e delle traccas, i carri addobbati trainati dai buoi. È la parte più fotografata e la più affollata: chi vuole vederla deve mettere in conto una mattina intera e molta gente.

Il 2 maggio: l’arrivo a Pula

Il 2 maggio la processione fa tappa a Villa San Pietro e poi arriva a Pula, dove per tradizione l’Alter Nos affida al Sindaco la responsabilità del rito. Il santo arriva in paese intorno a mezzogiorno; nel pomeriggio viene scortato fino a Nora, dove giunge in serata.

È il giorno in cui Pula smette di essere una località turistica e torna a essere un paese: negozi chiusi, strade piene, e la sensazione precisa di assistere a qualcosa che non è organizzato per i visitatori.

Il 3 maggio: la celebrazione a Nora

Il 3 maggio è il giorno di Nora. In mattinata si celebra il pontificale solenne; nel pomeriggio si svolge la processione lungo il percorso che conduce agli scavi, e poi il simulacro riprende la strada verso Pula. Vedere il corteo muoversi tra le rovine di una città romana, con il mare a fianco, è la scena che resta più impressa a chi assiste per la prima volta.

Il 4 maggio: il rientro

Il 4 maggio si compie il pellegrinaggio di rientro: si riattraversano Villa San Pietro e Sarroch, si arriva a Giorgino dove avviene il cambio del cocchio e degli abiti, e in serata riparte la processione verso Cagliari. L’arrivo alla chiesa di Stampace chiude la festa e scioglie il voto.

Come organizzarsi: il 2 e il 3 maggio la viabilità tra Cagliari, Pula e Nora subisce chiusure e deviazioni. Se avete in programma spostamenti in quei giorni, tenetene conto: conviene lasciare l’auto e muoversi a piedi nel paese. Programma e orari precisi vengono pubblicati ogni anno dagli organizzatori e dalla diocesi: sono la fonte da consultare.

Cosa portarsi a casa

Sant’Efisio non è una rievocazione. È un voto che una città ha fatto e che continua a sciogliere ogni anno, e questo si sente: nei volti di chi cammina, nel silenzio di certi passaggi, nella cura con cui vengono tirati fuori costumi che restano chiusi undici mesi l’anno.

Per chi soggiorna a Pula è anche una fortuna logistica: la processione passa a pochi minuti da casa, e non serve fare chilometri per assistere alla parte più intensa, quella dell’arrivo a Nora.

Da dove nasce il voto

Sant'Efisio non è una festa nata per essere spettacolare: nasce da un voto fatto dalla città di Cagliari in occasione di una pestilenza, e da allora viene sciolto ogni anno. È questo che ne spiega la forma — non un corteo cittadino, ma un pellegrinaggio che va e torna sulle proprie gambe — e la puntualità con cui si ripete, senza interruzioni, da secoli.

Gli abiti: uno per paese

La parte visivamente più ricca sono i gruppi arrivati dai paesi di tutta l'isola. Non indossano un costume sardo generico: ogni comunità porta il proprio abito, diverso da quello del paese accanto per tessuti, ricami e gioielli. Guardarli in fila è il modo più rapido per capire quanto la Sardegna sia fatta di identità locali distinte.

È un patrimonio che resta chiuso negli armadi per undici mesi l'anno, e che il primo maggio esce tutto insieme.

Perché conviene guardarla dalla parte di Pula

Quello che si vede da questa parte del percorso ha un ritmo diverso da quello della partenza: più lento, con meno pubblico, e con una cornice che nessuna città può offrire — un corteo religioso che avanza fra le rovine di una città antica, con il mare a fianco.

Chi vuole seguirla per intero deve mettere in conto due giornate, perché l'andata e il ritorno passano di qui a distanza di quarantotto ore. Chi ne sceglie una sola, di solito sceglie il 3 maggio, il giorno in cui tutto si concentra a Nora.

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