Scendendo lungo la costa a sud di Pula si arriva in un tratto di Sardegna che ha smesso da tempo di essere un segreto: la baia di Chia, nel territorio di Domus de Maria, e poco più avanti Tuerredda. Vale la pena arrivarci sapendo cosa si sta guardando, perché qui la spiaggia è solo l’ultimo strato di un paesaggio più complesso.
Su Giudeu e le dune
Su Giudeu è la spiaggia larga, quella che finisce sulle copertine: sabbia fine e chiarissima, acqua turchese, e alle spalle un sistema di dune coperto di ginepri. Non è un dettaglio decorativo: sono le dune a separare la strada dal mare, e per arrivare all’acqua si cammina attraverso di esse.
All’estremità più occidentale della spiaggia si raggiunge Cala Cipolla, un’insenatura riparata con sabbia fine e dorata: è la versione raccolta e ombreggiata dello stesso paesaggio, e in genere è la scelta di chi non ama gli spazi troppo aperti.
Gli stagni e i fenicotteri
La parte che molti visitatori attraversano senza notarla è quella alle spalle della sabbia. La baia di Chia ha due stagni costieri, Su Sali e Chia, e il sentiero che parte dal parcheggio li costeggia prima di aprirsi sulle dune. Sono zone umide frequentate da aironi, avocette e fenicotteri rosa: basta guardare verso l’interno invece che solo verso l’acqua.
Tuerredda, l’insenatura con l’isolotto
Ancora più a sud, a circa 24 km dalla villa, c’è Tuerredda: sabbia chiarissima, acqua dai colori caraibici e un isolotto davanti alla spiaggia che chiude la baia e la ripara. È il punto attorno a cui si fa snorkeling, ed è anche il motivo per cui l’acqua qui resta calma quando altrove il mare si increspa.
Chi non vuole limitarsi al bagno può usare Tuerredda come punto di partenza per camminare lungo la costa: il litorale continua frastagliato e vale la pena guardarlo con calma.
Come organizzare la giornata
Sono entrambe mete da mattina presto. Non tanto per la luce — che pure è migliore — quanto per il parcheggio: in alta stagione le aree di sosta si riempiono molto prima di quanto ci si aspetti.
L’alternativa che conviene quasi sempre: partire presto, stare fino all’ora di pranzo, rientrare in villa per il pomeriggio e usare la piscina privata quando il caldo è al massimo. Così si vedono le spiagge migliori senza passare la giornata a cercare un posto all’ombra.
Perché le dune esistono
Il sistema dunale di Su Giudeu non è un accidente del paesaggio: è un equilibrio fra due forze. Il vento sposta la sabbia verso l'interno, la vegetazione bassa — soprattutto i ginepri — la trattiene e la fissa. Se la copertura vegetale si rompe, la duna comincia a smontarsi.
È il motivo per cui gli accessi al mare sono incanalati lungo percorsi definiti. Tagliare fuori dal sentiero fa risparmiare due minuti e costa alla duna molto di più: rispettare i camminamenti è la forma più concreta di rispetto per un paesaggio che è anche il motivo per cui si è venuti fin qui.
Le torri sul promontorio
Chiudendo la baia c'è la torre di Chia, in cima al promontorio: fa parte del sistema di torri costiere che segna tutta questa costa, costruite in posizione dominante e a vista l'una dell'altra. È anche il punto da cui arrivano le fotografie più note della baia.
Più a occidente, sempre nel territorio di Domus de Maria, la costa prosegue fino al faro di Capo Spartivento: stessa logica di posizione — un punto alto e sporgente sul mare — ma con la funzione rovesciata, non più avvistare chi arriva ma segnalare la costa a chi naviga.
Cosa mettere nello zaino
Il tratto dal parcheggio all'acqua si fa a piedi e la sabbia sotto il sole scotta: scarpe comode, acqua e un cappello valgono più di qualsiasi altro accessorio. Per Tuerredda aggiungete maschera e boccaglio, che occupano poco e sono metà del motivo per arrivare fin là. E un ombrellone: qui l'ombra naturale non c'è, e le ore centrali senza riparo si fanno sentire.
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